Nozze gay, l’Eliseo ha un problema

A dispetto di certe cronache trionfalistiche, la manifestazione parigina di domenica scorsa a sostegno del matrimonio omosessuale non è stata un successo. Un gay pride in formato bonsai ha semmai rimarcato, a poco più di un mese dal voto parlamentare sul progetto di legge governativo sulle nozze gay, l’estraneità del paese verso una scelta accelerata e forzata. Anche all’interno del partito del presidente non mancano i problemi.
16 AGO 20
Immagine di Nozze gay, l’Eliseo ha un problema
A dispetto di certe cronache trionfalistiche, la manifestazione parigina di domenica scorsa a sostegno del matrimonio omosessuale non è stata un successo. Un gay pride in formato bonsai ha semmai rimarcato, a poco più di un mese dal voto parlamentare sul progetto di legge governativo sulle nozze gay, l’estraneità del paese verso una scelta accelerata e forzata. Anche all’interno del partito del presidente non mancano i problemi. Alcuni deputati socialisti si sono dichiarati contrari all’introduzione della procreazione medicalmente assistita per le coppie omosessuali, come pure è previsto da un emendamento del loro stesso gruppo parlamentare. E la posizione salomonica del presidente, che sul tema si è rimesso alla volontà dell’Assemblea, non nasconde l’imbarazzo verso scelte per nulla digerite nemmeno tra i suoi. Come quella – se davvero prevarrà il “diritto” al figlio delle coppie gay, una volta regolarmente sposate – dell’introduzione della “gestation pour autrui”: cioè l’utero in affitto, unico sistema per due uomini, con la compravendita di ovociti, per “fare” un bambino. Rimane poi, a testimoniare il fatto che all’Eliseo hanno qualche problema, l’ambiguità di Hollande sull’obiezione di coscienza dei pubblici ufficiali rispetto alla celebrazione delle nozze tra persone dello stesso sesso. La possibilità di obiettare sarà garantita, aveva detto il presidente a novembre, incalzato dalle notizie di malumori nella Francia che non coincide esattamente con il VI arrondissement parigino. Anzi no, si era poi corretto, di fronte alle proteste del mondo Lgbt. Ma ha specificato che la facoltà di celebrare matrimoni si può sempre delegare.